lunedì 11 aprile 2016

La vera sportività


La gara di Austin ha visto Marc Márquez conquistare la sua quarta vittoria consecutiva su questo tracciato, gestendo alla perfezione moto e gomme sull'asfalto scivoloso del circuito texano. Asfalto e gomme che hanno mietuto molte vittime, tra cui alcuni big come Rossi e Pedrosa. Quest'ultimo cadendo ha sfortunatamente centrato un'incolpevole Dovizioso che, andando un po' largo alla curva 1, è finito proprio sulla traiettoria della moto di Pedrosa. "Purtroppo ho commesso un piccolo errore, ho perso l'anteriore in frenata, quando ancora stavo entrando in curva. Ho perso il controllo e ho provato a salvarla, ma sono finito a terra e ho tirato giù Dovizioso involontariamente. È un peccato aver finito la gara così, soprattutto mi dispiace per lui e voglio chiedergli scusa. Sono contento che stia bene". 
Il pilota Ducati è stato sfortunatissimo in queste gare americane, anche a Termas de Rio Hondo era stato centrato dal suo compagno di squadra Iannone all'ultima curva, quando entrambi stavano conquistando un ottimo podio (2° e 3°). Le due dinamiche però sono completamente diverse, come è diverso quel che è successo dopo.


In questi mesi la MotoGP è stata un pessimo esempio per le future generazioni di piloti e per chiunque ami lo Sport. Quel che abbiamo visto ad Austin è stato uno dei più begli esempi di Sport visti nel Motomondiale. Dani Pedrosa, sentendosi in colpa per la caduta del suo collega, è andato subito a controllare le sue condizioni inginocchiandosi al suo fianco. Fortunatamete Andrea Dovizioso ha preso solo una gran botta e non ha riportato nulla di grave. 
Verificate le condizioni di Andrea e dopo essersi scusato, alzando la visiera del casco, Dani ha ripreso la sua moto ed ha continuato la sua gara, mentre Dovi rientrava ai box sulle sue gambe, naturalmente scosso dalla caduta e deluso per l'ennesimo ottimo risultato mancato.
Pochi giri dopo, Dani Pedrosa è stato costretto al ritiro. Rientrato al box, ha consegnato la moto ai suoi meccanici e si è diretto verso il box Ducati; dove ha trovato Dovi seduto sulla sua sedia. In quel momento i due hanno chiarito l'accaduto, con calma, senza scenate. 


Il gesto di Dani è meraviglioso nella sua normalità, nella sua umanità. Questo infatti dovrebbe fare qualsiasi pilota. Questo fa un Campione. In uno sport così rischioso è giusto vedere questo tipo di comportamento. L'errore è sempre dietro l'angolo, ma ammetterlo e scusarsi sinceramente è la cosa più corretta da fare. Dall'altra parte, il pur deluso, dolorante ed incolpevole Dovizioso, accetta le scuse, senza una parola di troppo, ma correttamente...sportivamente.
Questi due ragazzi, con la loro correttezza, onestà, sportività sono un meraviglioso esempio da seguire. Nello Sport ci sono tanti campioni, ma i titoli non fanno il Campione anche nella vita. Quello che si distingue anche al di fuori del gesto atletico, nel caso del Motociclismo fuori dalla pista, è il vero Campione!
Perciò complimenti davvero a Pedrosa e Dovizioso, due veri Campioni! 


After the flag con gli highligths e dichiarazioni Rossi, Pedrosa, Dovizioso, Suppo e Ciabatti: https://www.youtube.com/watch?v=nWAmDf_gcsI

mercoledì 23 marzo 2016

Dovi

Andrea Dovizioso al parco chiuso dopo il 2° posto ottenuto in Qatar
Oggi è il 30° compleanno di Andrea Dovizioso, per tutti "Dovi" e non c'è giorno migliore per dedicargli un articolo.
Andrea è uno di quei piloti che vengono spesso sottovalutati. Nonostante abbia moltissima esperienza e corra in MotoGP da anni, viene poco considerato. Il motivo è perché è poco mediatico. Infatti è sempre molto pacato; corretto; educato; umile; solidale; partecipa spesso ad eventi di beneficenza ed anche un buon padre di Sara, nata il 14/12/2009. Non uno showman insomma! Anche se i media lo considerano raramente, lui fa comunque un gran lavoro. E' bello vedere che la Ducati si sia fidata di lui e gli abbia affidato parte dello sviluppo della nuova moto, ben sapendo che i risultati non sarebbero arrivati immediatamente, ma che ci sarebbe voluta pazienza, che al Dovi non manca. La sua grande passione per le moto e la sua buona capacità di spiegare la tecnica lo rende la persona ideale per questo tipo di lavoro. Oltre chiaramente alle sue doti di pilota. Uno dei suoi punti di forza, per quanto riguarda lo stile di guida, è sempre stato la staccata. In questi anni abbiamo potuto notare anche la sua capacità di adattamento a moto con caratteristiche diverse.
Uno dei tratti distintivi del suo carattere è che è una persona molto riflessiva, insomma pensa molto, a volte forse troppo e può essere questo che talvolta gli impedisce di usare quel pizzico di follia che servirebbe in alcune occasioni. Però, alcune volte, questo può essere un punto di forza che gli fa evitare di correre alcuni rischi inutili. 
Viene spesso criticato perché non è ancora riuscito ad ottenere il titolo della MotoGP, come se fosse facile conquistarlo. Una cosa che sottolinea spesso anche lui, è che il livello del campionato in questi anni si è alzato sempre di più e che quindi è difficilissimo vincere il titolo. La gente purtroppo questo non riesce a capirlo.

GP del Mugello 2015
Ripercorriamo quindi la sua carriera, ricordando innanzitutto che trattasi di un Campione del Mondo.
Dovizioso divenne campione nazionale nel 2000 e l'anno successivo conquistò il Campionato Europeo Velocità nella categoria 125 cm³. Nel 2001, debuttò nel motomondiale, correndo il gran premio del Mugello nella classe 125, ma fu costretto a ritirarsi. Il suo esordio mondiale vero e proprio risale al 2002, in sella ad una Honda 125cc del team Scot Racing di Cirano Mularoni. In quell'anno corse 16 gran premi ottenendo 42 punti, terminando 16°. Nel 2003 chiuse la stagione al quinto posto in classifica generale. Riuscì anche ad ottenere la prima pole position della sua carriera, in Francia. Il 2004 è stato un anno ricco di emozioni: ha ottenuto 5 vittorie, 11 podi in totale e 8 pole position, che lo hanno portato alla conquista del titolo mondiale nella classe 125cc. L'anno successivo, sempre con la stessa squadra, passò di categoria. Nei suoi tre anni in 250cc ha ottenuto 4 successi ed è arrivato due volte secondo ed una volta terzo in classifica generale. Parlando della sua esperienza disse: "sono risultati importanti, ma non sono totalmente soddisfatto, perchè il mio obiettivo era la conquista del titolo anche in 250cc, prima del passaggio in MotoGP. In ogni caso nel 2007 sono andato molto forte come confermano i tempi sul giro realizzati in ogni pista e di questo sono sicuramente soddisfatto".
Nel 2008 passò in MotoGP: "coronando così uno dei miei obiettivi da quando ho iniziato a correre. E' stata una stagione di grandi gioie, ma anche di sofferenze: la voglia di fare bene era tantissima; ma la poca esperienza ed un pacchetto non troppo competitivo a disposizione del mio team satellite, mi hanno un po' limitato. In ogni caso, con un lavoro metodico e approfondito siamo spesso riusciti a sopperire a queste mancanze, cogliendo anche risultati importanti. Come al debutto in Qatar, dove ho chiuso quarto, dopo un'avvincente sfida con Valentino Rossi. Proprio il sorpasso nel giro finale a Valentino, è stato uno dei più belli e importanti della stagione; perchè riuscire a battere il pilota considerato come il riferimento della MotoGP mi ha dato coraggio e credito. Della mia prima stagione nella massima cilindrata ricordo con piacere anche le gare a Barcellona e in Malesia. Al Montmelò, una pista dove in passato ho anche conquistato la mia prima vittoria in 250, ho lottato per tutta la gara con Rossi e Stoner per il podio, finendo poi nuovamente quarto, mentre a Sepang sono riuscito a conquistare il terzo posto, centrando così uno degli obiettivi che mi ero posto a inizio stagione. Un podio importantissimo, che ho voluto dedicare al team Scot, la squadra che mi ha portato nel 2002 al mondiale 125, mi ha permesso di conquistare il titolo della ottavo di litro nel 2004 e con la quale ho poi corso in 250 e in MotoGP. Una vera e propria famiglia, che non dimenticherò mai nemmeno oggi che ho potuto coronare un altro sogno: diventare pilota ufficiale del team Repsol Honda.

Donington 2009: la prima vittoria
Ho vissuto tre anni nel box HRC, con emozioni intense, positive e negative. Nel 2009 è arrivata la mia prima vittoria in MotoGP, a Donington, nel GP di Gran Bretagna, su una pista resa viscida e difficilissima dalla pioggia, ma la stagione migliore è stata senza dubbio l'ultima, nella quale ho conquistato il terzo posto assoluto in classifica generale, salendo sette volte sul podio. Sono stati tre anni intensi, nei quali ho capito cosa significa lavorare in un team ufficiale: una grande responsabilità, un onore, ma anche tanti oneri da dover gestire nel migliore dei modi. Ho inoltre imparato a lavorare insieme agli ingegneri e ai tecnici per lo sviluppo della moto, centrando l'obiettivo di essere costantemente nelle prime posizioni. Adesso manca l'ultimo passo... Ma dopo tanti anni con la Honda, mi sembrava che fosse giunto il momento per una nuova sfida con la Yamaha, in sella alla M1 del team Tech 3 di Hervè Poncharal.
Il 2012 è stato un anno molto importante per me, cambiare moto dopo 10 anni è comunque una bella sfida perché ogni casa motociclistica ha una propria filosofia. Inoltre andare in un team satellite e ottenere ottimi risultati con una moto non ufficiale, è stata per me una conferma che l'esperienza fatta nei 10 anni precedenti è stata molto importante. I 7 podi della stagione 2011, mi hanno permesso di entrare a far parte di un progetto importante come quello Ducati. Saranno 2 anni molto difficili, ma è un progetto a lungo termine dove ho la possibilità di essere a capo dello sviluppo della moto con l'unico obiettivo di tornare al top!"

GP di Spagna 2012
Così parlava Andrea in procinto di trasferirsi alla casa di Borgo Panigale. Siamo alla fine del 2012 ed il suo palmares nella massima categoria prevede un 5°, 6°, 5° e 3° posto con la Honda ed un 4° posto con Yamaha, miglior piazzamento per un pilota non ufficiale nel 2012. Dovizioso ritorna in un team ufficiale nel 2013, con l’obiettivo di portare la Desmosedici ad un buon livello di competitività entro la fine della stagione, ma la stagione si rivelerà molto difficile ed i suoi migliori risultati saranno un quarto posto in Francia e due partenze in prima fila a Le Mans ed al Mugello. Chiuderà la sua prima stagione in rosso all'8° posto. Le cose cominciarono a girare per il verso giusto nel 2014. L'arrivo di Luigi Dall'Igna, come Direttore Tecnico Ducati Corse, ha dato nuova linfa a tutta la squadra e Dovizioso ha potuto dare il meglio di sé. Ottenendo alcune delle sue prestazioni migliori, due podi ad Austin e Assen e la pole position in Giappone, risultati che hanno contribuito ad un ottimo quinto posto finale. Nel 2015 Dovi iniziò la stagione con 3 secondi posti consecutivi, sfiorando il successo nella gara di apertura in Qatar, dove partì in pole position. Successivamente salì sul podio anche a Le Mans ed a Silverstone. Chiuse la stagione con il settimo posto nella classifica piloti.

GP del Qatar 2016
 
Arriviamo così alla stagione appena iniziata, il pilota di Forlimpopoli ha conquistato un ottimo 2° posto in Qatar, mostrando una buona competitività della Ducati Desmosedici GP16 ed ottimismo per la stagione. Vedremo come proseguirà il campionato, intanto gli facciamo tantissimi auguri per il suo 30° compleanno!

Dovizioso e il suo Team festeggiano il 2° posto nel GP del Qatar 2016
Alcuni scatti di Dovizioso bambino
 Dovizioso ed il Motocross, qui con Tony Cairoli

 Stagione 2011: Misano e sul podio del GP d'Australia con Marco Simoncelli e Casey Stoner
 Dovizioso per RideForLife: a sinistra edizione 2011, a destra 2015
Sic Day 2015
Dovizioso con sua figlia Sara

domenica 1 novembre 2015

Lo Sport non è guerra!


E' passata una settimana dalla triste vicenda di Sepang. Eppure, purtroppo, le polemiche non sono cessate, ma continuano ad essere alimentate.  Nell'era dei social network tutti hanno la possibilità di esprimere la loro opinione su qualsiasi cosa. Purtroppo però in pochi hanno le reali competenze per farlo. Così si generano un sacco di polemiche e falsità. 
La maggior parte dei giornalisti non è più, o non è mai stata, capace di fare il proprio lavoro. A loro si aggiungono opinionisti e persone che aprono siti o scrivono su quelli già esistenti cavalcando l'onda della notizia del momento. Ognuno modifica la notizia come più gli fa comodo, inventando dettagli per avere più ascolti, visualizzazioni, vendite, "mi piace",... approfittando dell'ignoranza dell'utente medio. In questo modo un episodio, come quello di Sepang, è diventato una vera e propria guerra mediatica in cui tutto è concesso, anche passare i limiti della decenza.
Oltre ad aver perso completamente il rispetto per i diretti interessati, si stanno alimentando le tifoserie rivali, arrivando addirittura ad una sorta di razzismo. In questo caso è in corso una "guerra" tra Italia e Spagna, solo perché i piloti coinvolti appartengono a queste due nazioni. Ognuno cerca di "difendere" il proprio connazionale, per partito preso, senza guardare i fatti da un punto di vista oggettivo. Tutto questo a quale prezzo?
 

Si è venuta a creare una situazione difficile da gestire, che va ben oltre lo sport. Già lo sport... Lo Sport non dovrebbe essere guerra, ma unione di persone con la stessa passione, rispetto per gli altri, sana rivalità agonistica, obiettivi da raggiungere, miglioramento di sé stessi. Dov'è finito tutto questo?


Quel che si vede adesso è gente frustrata, che si sfoga sui social, molte volte scherzando su una situazione che ormai è diventata troppo seria per ironizzarla; dimenticandosi che la vera satira fa ridere anche il diretto interessato e che se non è così, è solo offesa. La superficialità ormai regna sovrana. Chiunque provi a spingere il pubblico ad una riflessione, viene totalmente ignorato. Molto più facile fare stupide battute, insultarsi, peccato che gli insulti siano l'unica arma di che non sa argomentare.
Chi dovrebbe argomentare, i giornalisti, non lo fa per paura di dire la verità. Succubi del sistema che impone un'unica "verità", quella che fa più comodo a chi è al potere e vuole fare solo i suoi interessi. 
Bisogna ricordare che una delle regole principali del buon giornalista è verificare la notizia. Per considerare una notizia vera servono le prove, senza di queste meglio non esprimersi o almeno non accusare. 
Come diceva Cartesio: “non accettare mai una cosa per vera, finché non la riconosci tale senza dubbio”.

L'unico modo per arginare tutto questo è boicottare il giornalismo scandalistico, ad esempio evitando di comprare giornali o aprire link di siti che parlano di questa storia, soprattutto quelli con titoloni chiaramente provocatori. Se tutti lo facessero, molto probabilmente, chi inventa menzogne la smetterebbe, dato che sarebbe lasciato solo con le sue bugie.
In questo clima, domenica prossima, si correrà il GP di Valencia; sperando che tutto ciò non si ripercuota in pista e fuori,  tra il pubblico, ormai accecato dalla tifoseria più spietata, che potrebbe portare ad incidenti come purtroppo accade nel calcio.
Per quanto riguarda il verdetto del mondiale, alla pista l'ardua sentenza, anche se ormai qualunque sia il risultato sarà condizionato da tutta questa vicenda.


lunedì 26 ottobre 2015

Una pugnalata al cuore degli appassionati!

Ho pensato più volte a cosa scrivere sulla gara della MotoGP a Sepang, solitamente cercherei i video ed analizzerei le immagini riguardandole più volte. Ho provato a farlo, ma questa volta non lo scriverò. Perché?
Il motivo è semplice: quanto successo in pista è la conseguenza di una pessima gestione del campionato. Situazioni come quelle a cui abbiamo assistito possono essere tranquillamente evitate, se le persone che hanno il compito di giudicare avessero il coraggio di prendere la decisione giusta, per quanto difficile possa essere la situazione.
Nel corso degli anni la gestione del mondiale è stata a dir poco ridicola. Sono stati creati i precedenti che permettono che alcune situazioni si ripetano. Sicuramente il lavoro della commissione gara è difficile, ma lo Sport dovrebbe essere al primo posto. Purtroppo non è così, gli interessi di alcuni sono stati messi al primo posto ed in questo modo perde lo Sport.
Quanto visto sulla pista malesiana non aveva nulla a che fare con lo Sport! Cosa ha portato a tutto ciò? La gestione.
Tutti i piloti, in tutte le categorie, vanno trattati nella stessa maniera. Se permetti ad un qualsiasi pilota di comportarsi in un certo modo, non puoi pretendere che qualcuno non lo prenda come esempio e questo qualcuno, la maggior parte delle volte, fa parte dei giovani che verranno. Un comportamento potenzialmente pericoloso va punito, chiunque ne sia il protagonista, solo in questo modo si potranno evitare le medesime situazioni in futuro
Tempo fa avevo scritto un pezzo intitolato: "Che esempio diamo ai giovani piloti?". Oggi vi faccio la stessa domanda. La risposta datela voi.
Il Motociclismo è uno sport bellissimo, che regala grandi emozioni, ma vanno trasmessi i messaggi giusti. Il messaggio principale dovrebbe essere il rispetto per gli avversari (dentro e fuori dalla pista), qual è il messaggio della gara di Sepang? Certamente non il rispetto! Dobbiamo ricordarci che si tratta di uno sport pericoloso, in cui si rischia la vita, perciò non si dovrebbero creare condizioni che possano generare situazioni che non sono parte integrante di questo sport. Chiunque provochi certe situazioni va severamente punito. 
Chi nutre una vera passione per questo sport rimane disgustato da certi episodi, che sono una pugnalata al cuore degli appassionati veri, che sono quelli che dovrebbero gestire questo sport!
 



 

sabato 27 giugno 2015

L'analisi del contatto

A sinistra l'impostazione della chicane all'ultimo giro, a destra l'impostazione al penultimo giro
La gara della MotoGP ad Assen è stata caratterizzata dal duello tra Valentino Rossi e Marc Márquez. In particolare dall'episodio che sta facendo tanto discutere: il contatto all'ultima chicane. Analizzando i video, con ripresa dall'alto, si può notare che entrambi i piloti hanno sbagliato ad impostare la chicane. All'inizio di questo video https://www.youtube.com/watch?v=TsX0nuGCNRE, si può notare come Rossi abbia impostato la chicane al penultimo giro. Dal fermo immagine, si può facilmente notare come Valentino stia iniziando a piegare vicinissimo al cordolo. Nel video dell'ultimo giro https://www.youtube.com/watch?v=tVWaE64xI6E, anche se da una diversa prospettiva, si nota chiaramente come Rossi, nello stesso punto di riferimento, non stia ancora piegando e sia molto più distante dal cordolo. Anche Márquez ha impostato la chicane in modo totalmente diverso. Avendo visto uno spazio per un possibile sorpasso, ha provato ad infilarsi, riuscendo a prendere la corda nella prima parte della chicane. A quel punto Rossi ha cercato di prendere la corda, trovandosi chiaramente Marc in traiettoria ed è avvenuto il contatto.


Dopo il contatto Rossi è stato costretto ad andare largo ed a tagliare la seconda parte di chicane, Márquez invece ha rallentato ed è riuscito ad impostare, seppur in modo non perfetto, l'ultima curva.


La gara si è conclusa con la vittoria di Valentino Rossi, che resta leader del Mondiale con 10 punti di vantaggio su Jorge Lorenzo (che ha chiuso 3°) e Márquez in seconda posizione.


sabato 6 giugno 2015

Lorenzo Motorbike Racing School Como


Oggi verrà inaugurata, a Montano Lucino (vicino a Como), la seconda Lorenzo Motorbike Racing School italiana. La Lorenzo Competición Como appartiene alla rete di scuole di minimoto ideata da José Manuel 'Chicho' Lorenzo, padre del 4 volte Campione del Mondo Jorge Lorenzo. Chicho Lorenzo ha ideato un metodo di insegnamento innovativo per l’apprendimento della guida delle minimoto, sperimentandolo in prima persona col figlio Jorge, per la sua formazione di pilota, con i risultati che tutti conosciamo.

Chicho Lorenzo
Abbiamo intervistato il Sig. Marco Ceramella, proprietario (con Corrado Ruben) della Scuola.
Come ha conosciuto Chicho Lorenzo?
Diciamo “per caso”, mi ha contattato Mario Cuccu della Lorenzo Competition Sardegna (http://racingloversblog.blogspot.it/2014/05/prima-lorenzo-motorbike-racing-school.html) per un quesito e parlando della scuola è stato subito interessante. Noi, come motoclub, avevamo da qualche anno intenzione di fare attività con i bambini, ma non trovavamo niente di “serio” e da cosa nasce cosa. Mario ha contattato il Signor Lorenzo, passando il mio contatto, ci siamo conosciuti personalmente, visto che lui abita a Lugano ed è nato tutto questo.

Quali difficoltà ha incontrato nell'aprire la scuola?
Sinceramente siamo stati fortunati a trovare una locazione con le caratteristiche che servivano alle porte di Como.

Che tipo di attività svolgete?
Propedeutica, si insegna a tutti i nostri atleti un insieme di: ginnastica, concentrazione, tecnica.

So che Chicho punta molto sul lato psicologico, può dirmi qualcosa in proposito?
Sì, certo. Per i più piccoli è impostato come “gioco”, con esercizi per aumentare la concentrazione in maniera “soft”; poi crescendo la cosa si fa più seria.

Quali sono i costi sia per bambini che adulti?
Per i bambini, il costo mensile è di 135 €.  2 ore di allenamento per due volte a settimana per tutto il mese.
Per gli adulti 150 € al giorno. Un corso è in genere di 4 ore, 2 al mattino e 2 al pomeriggio.

Le ore di allenamento sono solo moto o anche teoria?
Anche teoria.

Le attrezzature le fornite voi o vanno acquistate?
Per iniziare sicuramente usano la nostra attrezzatura, poi solitamente acquistano il tutto.

Il vostro è anche un Centro di Allenamento. In cosa consiste?
E' l'unico Centro di Alto Rendimento per piloti professionisti e non, con allenamenti particolari per le esigenze di ognuno.

Qual è la differenza tra Centro e Scuola normale?
Scuola per i neofiti, Centro per chi ha esperienza o corre in maniera costante.

La Lorenzo Competition Como è anche un Centro Ricerche. Che tipo di ricerche?
Abbiamo una collaborazione con l'Università degli Studi di Milano, per fare dei test specifici sugli atleti, misurando lo sforzo durante gli allenamenti, per trovare esercizi sempre più adeguati per migliorare la guida sia in circuito che nella vita normale.

Da voi si allenano anche Campioni affermati. Uno su tutti Jorge Lorenzo.
Oltre a Jorge, si sono allenati, Rins oggi in Moto 2, Martin oggi in Moto 3, Solis oggi in 600 negli USA, Pantoya oggi in Colombia in Campionati Nazionali, Zayat oggi in 1000 negli USA, Corrado (nostro Istruttore) oggi nel Campionato Italiano Scooter (nel 2013 1° nel Campionato Italiano, nel 2014 3° nel Campionato Italiano, oggi 2° in classifica) e molti altri.

A proposito di Jorge Lorenzo, può raccontare qualche aneddoto?
Quando ha avuto il problema del casco ed è tornato qui ad allenarsi, gli abbiamo detto di aver trovato un nuovo casco per lui, però era di un suo rivale, perciò ci ha detto ridendo che non gli piaceva il colore!

L'estate è alle porte e so che state preparando un centro estivo.
Sì, sarà uno stage che durerà tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 16:00 con pranzo incluso. Le giornate si svolgeranno con una parte dedicata ai compiti estivi, una parte dedicata alla teoria della moto, parte fisica e ovviamente parte pratica sulla moto.
La prima settimana sarà dal 6 al 10 luglio 2015, la seconda dal 13 al 17 luglio 2015. Per ogni settimana saranno disponibili 10 posti.

Cosa deve fare chi decidesse di venire a provare da voi?
Siamo solo su appuntamento, per ora abbiamo un calendario molto intenso, contattateci o via e-mail Scuolamotocomo@gmail.com o telefonando al mio numero 3495684747.

L'inaugurazione, a cui sarà presente anche Chicho Lorenzo, si terrà dalle 14:00 alle 18:00 in Via Mantero 1, Montano Lucino.

Per ulteriori informazioni visitate il sito web: http://www.lorenzoschoolcomo.com/

La struttura
I progressi degli iscritti
I bambini della Scuola
Núria Llabrés, Benny Solis, Marco Ceramella, Chicho Lorenzo
Jorge Lorenzo con Benny Solis (600cc negli USA) e Núria Llabrés (pilotessa della Lorenzo Competición Mallorca quest'anno impegnata nella Copa Lorenzo Pro 250)
Jorge e Chicho Lorenzo con Rins
Lorenzo e Rins con i bambini della Scuola
Marco Ceramella, Jorge Lorenzo, Chicho Lorenzo
Alex Rins (Moto2), Jorge Lorenzo (MotoGP), Jorge Martin (Moto3)